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INDIZIONE

E’un periodo cronologico di 15 anni, originario, a quanto pare, dall'Egitto e che, dal sec. IV in poi, divenne una delle più importanti note croniche dei documenti, tanto in Occidente che in Oriente, Il suo punto di partenza risale ai tempi di Costantino il Grande e precisamente al 313 dell'Èra Cristiana. Gli anni di ciascuno di questi periodi quindicennali numeravansi progressivamente dal 1 al 15, poi si ricominciava da capo, senza mai indicare di qual periodo indizionale trattavasi. Anche per questo sistema di datazione variò, secondo i paesi e i tempi, la data del mese e giorno da cui facevasi cominciare una nuova indizione In origine pare che il suo punto di partenza fosse al 10 settembre, come l'anno bizantino e questa fu detta Indizione greca o costantinopolltana, perchè molto usata in oriente e specialmente in Grecia. In Italia la vediamo in uso, sino dalla fine del sec. IV, specie in Milano e nel dominio longobardo, tanto pei documenti regi come pei ducali e privati. Fu pure usata a Venezia, Lucca, Pistoia, Prato, Napoli, Puglie, Calabria e in Sicilia. Anche i papi si servirono di preferenza dell'indizione greca dal 584 al 1147 . Fu usata anche, ma raramente, in Francia.

Inoltre eravi l'indizione senese, che incominciava il 18 settembre, in anticipo, di uso antichissimo in Siena, come ne fanno fede tutti i più antichi documenti e formulari di Notai dei sec. XIII-XV .

Altra indizione aveva il suo principio d'anno al 24 settembre ed era detta bedana, o costantiniana, o cesarea. Fu molto usata, secondo il Giry, in Inghilterra, dalla Cancelleria degli imperatori di Germania da Corrado I fino a Carlo IV (912-1378) e in Francia, dall'XI al XIII sec. In Italia la vediamo usata a Firenze dal principio del secolo IV e fors'anche prima; a Pisa e a Pontremoli, secondo il Gloria, a Piacenza e negli Stati della Monarchia di Savoia. Genova pure ne fece uso, ma computando un'indizione di meno, cioè ritardando di un anno sulla stessa usata altrove. Nella cancelleria pontificia l'indizione bedana fu In uso sotto Urbano Il (1088-99) e, dal 1147 in poi, assieme agli altri sistemi indizionali.

In fine abbiamo l'indizione detta romana o pontificia, che partiva dal 25 dicembre, o, più spesso, dal 1° gennaio e che fu moltissimo usata in Occidente dal IX secolo in poi. Nella cancelleria pontificia si cominciò ad usarla nel 1088, senza abbandonare le altre due indizioni, ma dal XIII sec, in poi, e specie nel XIV e XV, fu usata molto più frequentemente e a preferenza delle altra. Nello stesso sec. XIII essa cominciò a divenire di uso comune in Germania e in molti paesi d'Italia, come a Bologna, a Parma, a Pavia dal principio del XIII sec., a Padova, secondo il Gloria, e negli Stati della Monarchia di Savoia ove fiorì assieme con la bedana.

Quest'indizione, essendosi sempre più generalizzata nei tempi moderni, fu poi la sola che rimase nei computi del calendario ecclesiastico.

A queste alcuni aggiungono l'indizione papale, attribuita erroneamente a Gregorio VII, che partiva dal 25 marzo e che troverebbesi usata in Francia, pei diplomi imperiali, e specialmente nel Delfinato nel XIV sec.

ÈRA DI SPAGNA

Verso il V secolo s'introdusse in Spagna l'uso di quest'Èra che datava dall'anno in cui, compiuta da Augusto la conquista della Spagna, fu adottato il calendario giuliano, cioè dal 1° gennaio dell'anno 38 avanti l'Èra Cristiana. Essa trovasi usata nei documenti con la formola «sub aera» ed anche semplicemente era e fu molto in uso per quasi tutto il Medio Evo nella penisola iberica, in Africa e nelle provincie meridionali, visigotiche, della Francia. Fu abolita nel 1180 in Catalogna, nel 1349 in Aragona, nel 1358 in Valenza e nel 1383 nel regno di Castiglia e di Leòn per un ordine di re Giovanni I, il quale vi sostituì l'Èra Cristiana con principio d'anno al 25 dicembre. La stessa sostituzione avvenne nel Portogallo, ma soltanto nel 1422. Però, anche dopo l'abolizione ufficiale, continuarono alcuni a datare con l'Èra di Spagna fin verso la metà del XV secolo.

ERA CRISTIANA

Si fa comunemente risalire allo Scita Dionigi il Piccolo, abbate a Roma nel VI secolo e dotto canonista e computista, l'introduzione di quest'Èra, che doveva più tardi propagarsi quasi universalmente. Pubblicando una nuova tavola di cicli pasquali, in continuazione a quella di Cirillo, egli sostituì pel primo all'Era di Diocleziano gli anni di Gesti Cristo, del quale fissò la nascita al 25 dicembre dell'anno 753 di Roma. Così il primo anno dell'Èra Cristiana veniva a corrispondere col 754 di Roma. Questo calcolo, che fu poi da vari eruditi riconosciuto erroneo e in ritardo di sei o sette anni dalla vera epoca della nascita di Cristo, ciononostante è anche oggi universalmente adottato.

Fino dal sec. VI vediamo usata l'era cristiana dapprima in Italia negli atti pubblici, poi, dal principio del VII sec., in Inghilterra, in Spagna ed in Francia, ma, nei primi tempi, dai cronisti e dagli storici soltanto.

Nei documenti la usarono pei primi gli Anglosassoni nel principio del sec. VIII, con qualche raro esempio in atti privati del sec. VII.

In Francia se ne cominciò l'uso più tardi, verso la metà del sec. VIII; in Germania, nel sec. IX; in Spagna, nel XIV; in Grecia e nel Portogallo soltanto nel XV. Quanto all'Italia, il più antico esempio sicuro rinvenuto nei diplomi imperiali, è dell'anno 840 in un diploma di Lotario I. I papi l'accolsero pure nel IX sec., trovandosene un esempio, quantunque isolato; nell'878 in una leftera di Giovanni VIII; ma fu soltanto sotto il pontificato di Giovanni XIII (965-72) che la cancelleria pontificia cominciò a farne uso. Nel X secolo, del resto, la vediamo ormai generalizzata in quasi tutto l'Occidente.

Nei documenti trovasi indicata l'Èra Cristiana con le formole: anno incarnationis, ab incarnatione Domini, Dominicae incarnationis, trabeationis, ab incarnati verbi misterio, anno Domini, a nativitate Domini, orbis redempti, salutis gratiae, a passione Domini, a resurrectione, circumcisionis, ecc. Di tali formole conviene tener conto perchè possono talvolta darci indizio dello stile usato nella datazione del documento.

E’ nota la diversità che correva nel Medio Evo tra paese e paese ed anche fra diversi in una stessa città, riguardo al principio dell'anno. Rimanendo uguale per tutti i sistemi l'indicazione dei mesi; e dei giorni, la data dell'anno di uno stesso avvenimento poteva variare di una unità più o meno a seconda dello stile usato. Così lo stile detto della Natività, che indicavasi per lo più con le formole: anno a Nativitale Domnini, o anche soltanto anno Domini, stabiliva il primo giorno dell'anno al 25 dicembre, festa di Natale, anticipando di sette giorni sullo stile odierno. Tutti i documenti quindi, datati dalla Natività, segneranno in quei sette giorni una unità di più nella cifra dell'anno. Questo stile fu il più diffuso tanto in Italia che altrove.

Altro stile, detto dell'Incarnazione, che indicavasi per lo più con le formole: anno ab incarnatione Domini, Dominicae incarnationis, Irabeationis, ecc. prendeva per principio d'anno il giorno 25 marzo, festa dell'Annunciazione di M. V., posticipando sul computo odierno di due mesi e 24 giorni. Fu detto anche stile fiorentino pel lungo uso che se ne fece a Firenze e in altre città della Toscana e differiva da un altro, chiamato stile pisano, di un anno preciso, poichè questo in luogo di posticipare, anticipava sul computo odierno di nove mesi e sette giorni, facendo incominciar l'anno al 25 marzo precedente.

Con le formole: anno a resurreclione o a paschale o a passione Domini, usate però assai raramente, indicavasi il così detto stile francese (mos gallicanus) cioè il principio d'anno al giorno della Pasqua di Risurrezione, ritardando sul computo odierni di 2 mesi e 22 giorni a 3 mesi e 24 giorni. È stile di uso antichissimo, trovandosene esempi nelle Fiandre, secondo il Giry, fino dal sec. IX e poscia molto usato in Francia fino al 1564.

Il computo odierno, detto anche stile moderno o della Circoncisione, indicavasi qualche volta con la formola: anno Circumcisionis, dal nome della festa che ricorre il 1° gennaio.

È noto che, presso i Romani, l'anno civile incominciava il 1 gennaio, fino dal 153 av. l'E. V. Tale sistema non fu mai interamente abbandonato, anche attraverso il Medio Evo e rimase in uso in alcuni paesi, come in Spagna,- Portogallo, Francia(epoca merovingica) ed altrove contemporaneamente ad altri stili. In Italia si cominciò a farne uso costante in diverse cancellerie e dai privati nella seconda metà del secolo XV, ma assai più tardi negli atti notarili. La curia pontificia cominciò a servirsene stelle bolle alla fine del XV sec., sotto Gregorio XIII.

Altri due stili, anch'essi in uso nel Medio Evo, ma non dipendenti da feste religiose, erano: lo stile veneto e il bizantino. Il veneto cominciava l'anno il primo giorno di marzo, posticipando di due mesi sul computo odierno. Fu usato in Francia nell'epoca merovingica e fu detto stile veneto pel lungo uso che se ne fece a Venezia nel Medio Evo e tempi moderni, fino alla caduta della Repubblica. In alcuni documenti trovasi designato con la formola more veneto e talora con le sole sigle m. v. Molti notai veneziani dei secoli XIII e XIV usarono però le formole ab incarnatione o a nativitate, pur cominciando l'anno il primo giorno di marzo.

Lo stile bizantino anticipava sul comune di quattro mesi facendo cominciar l'anno il 1° di settembre. Si usò, secondo il Paoli, nell'Italia meridionale e segnatamente nelle Puglie, nelle Calabrie e nei territori italo-greci. Molti esempi ne offrono le carte di Bari fino al secolo XVI.

Riepilogando, abbiamo dunque i seguenti modi usati per cominclar l'anno, cioè:

Stile moderno, o della Circoncisione, cominciante dal 1° gennaio.

Stile veneto cominciante dal lo marzo, posticipando sul moderno, al quale corrisponde dal 10 marzo al 31 dic.

Stile dell'Incarnazione al modo fiorentino, cominciante dal 25 maezo, posticipando sul moderno, al quale corrisponde dal 25 mar. al 31 dic.

Stile dell'Incarnazione al modo pisano, cominciante dal 25 marzo, anticipando sul moderno, al quale corrisponde dal 10 genn. al 24 marzo.

Stile della Pasqua, o francese, cominciante dal giorno di Pasqua, posticipando sul moderno, al quale corrisponde da Pasqua al 31 dic..

Stile bizantino . . . cominciante dal le settembre, anticipando sul moderno, al quale corrisponde dal 1° genn. al 31 agosto.

Stile della Natività, cominciante dal 25 dicembre, anticipando sul moderno, al quale corrisponde dal 1° genn. al 24 dic.


agg. 2017-01-25 di TG
agg. 2020-06-10 di TG